{ venerdì, 16 ottobre 2009 }

Maram al-Masri

MARAM AL-MASRI
Dopo l’omaggio al compianto poeta bosniaco Izet Sarajlic la “Festa della Letteratura e delle Arti” propone fra le performance di sabato 17 quell’emblematica poetessa siriana Maram al-Masri, fine interprete dell’erotismo al femminile, metafora di resistenza verso ogni tipo di proibizione.

Dopo l’inaugurazione dedicata al compianto poeta bosniaco Izet Sarajlic la quinta edizione della “Festa della Letteratura e delle Arti” prosegue nella sabato 17 con altri sette momenti artistici, quest’anno incastonati con lo svolgimento della festa patronale di Santa Vitalia, ulteriore testimonianza dello stretto rapporto della manifestazione con le tradizioni e la gente del piccolo borgo della Marmilla.
Star di questa seconda serata della “Festa” asunese è senza dubbio Maram al-Masri, fascinosa ed emblematica poetessa siriana, originale interprete araba nella cui accattivante visione poetica passione ed erotismo vengono riportati all’essenzialità del quotidiano femminile. Una poesia delle piccole cose che si configura come metafora di resistenza verso ogni forma di proibizione ed impedimento. Una sorta di inno alla vita e alla libertà femminile in un contesto sociale, come quello arabo, dove i dettami religiosi e la rigida divisione fra i sessi tende spesso a limitare i confini comportamentali ed espressivi dell’universo femminile.
Il programma della serata continuerà – sempre nella insolita cornice delle lollas, il tradizionale cortile delle case asunesi – con Patrizia Cafiero, ironica sperimentatrice leccese che racconta dell’integrazione multietnica di bambini molti diversi dell’Italia delle cronache provenienti dai Centri di Permanenza Temporanea (Casa Porcu Cau); col reading-concerto di Savina Dolores Massa tratto dal suo romanzo “Undici” dedicato ai morti dell’immigrazione clandestina(Casa Dore); con l’ironico e folle contrabbasso vivente di Luigi Mosso e lo straordinario trio pop-aggressivo dei Vakki Plakkula, che all’Anfiteatro presenteranno i brani del loro ultimo album intitolato “Babirussa Capibara”.

A far da intermezzo agli incontri due intriganti rubriche quotidiane:
- Café del sur (Memorias de tango) con Dimitri Papanikas, esperimento di radio dal vivo, sulla scia dell’omonimo programma attivo sulle frequenze di RTVE (Radio Nacional de España) e RNA (Radio Nacional Argentina), con aneddoti di vita vissuta, memorie di vecchi emigrati, milongueros, desaparecidos e sopravvissuti alla dittatura.

- Il percorso evolutivo del gusto con Giovanni Fancello, giornalista, scrittore e cuoco, appassionato investigatore che studia, ricerca e ricostruisce la storia degli alimenti e delle pietanze e che ogni sera offrirà assaggi suddivisi per tipologia gustativa e origine storica.

Per le sezione “Arti Visive” – come sempre composta da progetti originali commissionati dal festival e coordinati da Sonia Borsato e che quest’anno si concentrano sul tema del villaggio globale e dell’emigrazione – ritroviamo la provocante proposta del collettivo Az.Namusn.Art che con “Wanted” trasformerà Asuni in un virtuale Centro di Permanenza Temporanea oppure la geniale visionarietà di Fabiola Ledda che con il video Vermisst testimonierà la speranza che spinge a sfidare il mare incontrando disagi impossibili da raccontare o la magica mostra fotografica di Salvatore Ligios dedicata i “Figli del 25 aprile”, multiforme identikit culturale sull’identità dei nuovi italiani o, per finire, il particolare universo femminile delle fascinose installazioni fatte di tela e stoffa, di filo e memoria della artista sassarese Pietruccia Bassu.

Maram al-Masri è nata nel 1962 a Lattakia (Siria), sulle rive del Mediterraneo, ad appena venti miglie marine dall’isola di Cipro. Vive a Parigi dal 1982.

Dopo un primo libro pubblicato nel 1984 a Damasco dal titolo “Ti minaccio con una colomba bianca”, presso la casa editrice del Ministero dell’ Educazione, ritorna alla poesia con “Ciliegia rossa su piastrelle bianche”, pubblicato a Tunisi dalle Edizioni L’Oro del Tempo, nel 1997, e salutato con entusiasmo dalla critica dei paesi arabi.
Il premio del Forum culturale libanese in Francia, al quale partecipò il poeta libanese Adonis e destinato a premiare le creazioni letterarie arabe, le è stato attribuito nel marzo 1998.
Questo libro è stato tradotto in spagnolo (Murcia, dicembre 2002, trad. Rafael Ortega), sta per uscire in francese (Phi, Lussemburgo, marzo 2003, trad. François-Michel Durazzo) ed in Corsica (Albiana, Ajaccio, marzo 2003, trad. Ghjacumu Thiers). Inoltre alcuni estratti sono stati pubblicati in riviste, in spagnolo, francese, inglese, tedesco, italiano, corso (www.interromania.com) e turco.
Il suo terzo libro “Ti guardo”, pubblicato originariamente a Beirut nel 2000 è stato pubblicato nell’agosto del 2009 da Multimedia Edizioni (traduzione dall’arabo di Marianna Salvioli).

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